Corsa a tre per la Roma

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Da Il Messaggero:

Gli americani guidati da Thomas R. Di Benedetto, Giampaolo Angelucci e il fondo arabo Aabar dovrebbero consegnare lunedì prossimo a Rothschild le offerte vincolanti per acquistare il 67% della As Roma: il termine dovrebbe essere mantenuto perchè, contrariamente a quanto sembrava, il gruppo d’oltreoceano non dovrebbe chiedere una proroga a dimostrazione che nella giornata di ieri sono stati fatti passi in avanti nella messa a punto dell’offerta con Unicredit, disposta a diventare partner della newco la cui maggioranza (60-70%) sarà frazionata fra Di Benedetto, Julian Movsesian, Michael A. Ruane, Arthur Falcone e Williams C. Powers. E che verosimilmente in primavera, se dovesse essere scelta, potrebbe insediarsi al vertice della Roma calcio nominando il presidente. Le offerte dei tre finalisti saranno vagliate probabilmente tra la fine della prossima settimana e l’inizio della successiva dal consiglio di Roma 2000 – presidente Attilio Zimatore, consiglieri Rosella Sensi e Antonio Muto -, la controllante del club, a sua volta di proprietà di Italpetroli, ancora posseduta al 51% dai Sensi e al 49% da Unicredit. La decisione di affidare l’”esclusiva” per finalizzare l’operazione non verrà presa quindi da Newco Roma che vedrà la luce soltanto a metà marzo, quando il club potrebbe essere stato già ceduto, o quasi. La cordata Usa è fortemente motivata e Unicredit sarebbe disposta ad affiancarla. Ieri mattina il vicedirettore generale Paolo Fiorentino è rientrato in Italia lasciando a New York il capo del corporate & investment banking Piergiorgio Peluso e l’avvocato Roberto Cappelli per continuare ad ritoccare i vari passaggi dell’offerta con gli americani assistiti dallo studio Tonucci. La permanenza del top banker e del legale sarebbe stata decisa due sere fa poco prima che si imbarcassero per Milano assieme a Fiorentino: poco prima (in Italia era notte fonda) la discussione con la controparte aveva consentito di accorciare le distanze sui punti controversi, frutto di mediazioni, limature e reciproche rinunce. Le principali sarebbero state fatte da Unicredit disposta ad accettare per la Roma 120-130 milioni, meno dei 150 richiesti. E questo prezzo, al momento, sarebbe superiore a quanto Angelucci e gli arabi vorrebbero offrire: ma c’è naturalmente tempo fino a lunedì per alzare la posta. In Borsa ieri il club valeva 156,8 milioni. Piazza Cordusio, che anche se non lo può ammettere, conta molto sugli americani, avrebbe accolto la richiesta di restare nel capitale con una minoranza importante del 30-40%, più di quanto avrebbe voluto. La banca, però, avrebbe spuntato di non finanziare gli americani a fare l’offerta ma a concedere un prestito dell’ordine di una cinquantina di milioni alla squadra. Ein tempi brevi la Newco procederà a un rafforzamento patrimoniale del club giallorosso per 50-60 milioni per rimettere in sesto la società. Gli americani hanno progetti ambiziosi: il piano industriale triennale prevede lo sviluppo e il rafforzamento del club: circa un centinaio di milioni per far sognare ancora di più i tifosi. Gli investitori esteri avranno in mano tutta la gestione. Unicredit vuol essere un socio finanziario e avrebbe accettato di rimanerlo nel medio periodo, rivedendo l’idea originaria di uscire dal capitale dopo un anno. E la sua presenza nel consiglio sarà come oggi con una funzione di controllo e monitoraggio con i relativi poteri di veto a titolo di protezione dell’investimento. (…)


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