Giancarlo Abete elogia lo straordinario cammino della Roma e l’esultanza del guardalinee Ayroldi al fischio finale di Fiorentina-Inter a Radio anch’io lo sport:
“Il campionato è aperto a ogni soluzione. Pochi ritenevano che la Roma potesse essere prima a questo punto del campionato. La Roma è partita malissimo, si è ripresa ed è andata anche oltre le aspettative di un ottimo allenatore. Ranieri ha fatto ottimo lavoro dal punto di vista tecnico e psicologico, ha fatto in modo che la squadra non si deprimesse e non si montasse la testa a seconda dei momenti. Mancano ancora 5 giornate. La Roma ha avuto una continuità impressionante e l’Inter è incappata in alcuni pareggi, che nel campionato attuale sono mezze sconfitte. L’Inter aveva un vantaggio importante e magari, inconsciamente, vista anche l’importanza della Champions ha pensato che il margine potesse essere sufficiente”.
Da Il Romanista:
Mirko Vucinic, nel dopo gara di Roma-Atalanta, ha commentato il risultato dell’incontro a Sky Sport: “Il primo posto è una cosa ‘molto bellissima’ speriamo che continui a durare. Il sacrificio è il nostro punto di forza. Il nostro gruppo nonostante i momenti difficile è rimasto sempre unito. Pressione? Pressione c’è sempre però quando vinci due a zero c’è sempre un po’ di calo di concentrazione. Il derby? Ogni partita è difficile sappiamo quanto è importante il derby a Roma, speriamo di vincerlo. Siamo primi, quando è stata prima l’Inter la favorita era l’Inter”.
Claudio Ranieri sa che ora – per la prima volta dall’inizio della stagione – dipende solo dalla Roma. Perchè la vetta della classifica e il primato in solitaria è stato raggiunto. La vittoria interna sull’Atalanta ha consentito ai giallorossi di staccare l’Inter di un punto. Ma adesso viene il bello. Il testaccino a Sky Sport:
Le convinzioni che cambiano. Il coraggio di chiamare le cose con il proprio nome. La voglia matta di far dichiarare sold out i biglietti disponibili per la gara dell’Olimpico. Un’ora con le palpitazioni che crescono in maniera proporzionale al passare dei secondi. Tic tac. Il cuore batte all’unisono con quello di Francesco Totti e Daniele De Rossi, il coraggio cresce in maniera similare all’appetito di Claudio Ranieri. Volo con l’immaginazione a immaginare gli amici con cui ho diviso le emozioni di un campionato matto. Bello. Pazzo come certi personaggi che seguono un filo conduttore proprio: non comprenderli non significa affatto che non vi sia significato in ciò che succede. Che viene detto. Così: Simone me l’immagino che per una volta, mentre scrive, le mani gli sudino fredde. Marco penso che possa rischiare il ricovero, da qui alla fine della gara. Il muscolo pulsante ritma una musichetta che riporta alla memoria quella del cuore del Capitano. Poi, a un certo punto, accadrà solo che le mie pulsioni dipenderanno evidentemente dalle gesta del numero 10. E di tutti gli altri giallorossi. Viverlo in maniera esclusiva, un istante simile, e avere paura di viverlo. Soffrire e stare bene per quella speciale condizione che a vote ti regala la sofferenza quando diventa inevitabile per trasformare il sogno in realtà. Gesti istintivi, irrazionali. Agitazione, nervosismo, passione viscerale. Mi alzo e mi risiedo. Poi mi rialzo perchè non ce la faccio a stare fermo. Sentirli qui a un passo, tutti i tifosi della Roma in crisi di panico. Come me. Sono un’enormità. All’Olimpico, a Roma, in Italia, all’estero.