Campanile: “Nessuna cordata, solo un’associazione di tifosi”

 Walter Campanile, colui che ha dato mandato allo studio Legale Biamonti e all’advisor Envent per portare avanti questo progetto di azionariato popolare per la As Roma, a Mf- Dow Jones precisa alcune indiscrezioni apparse sulla stampa oggi che non solo parlavano della creazione di una public company, ma davano anche la costituzione di una cordata di imprenditori e importanti personaggi dello spettacolo, per allargare il capitale della squadra giallorossa, ora in mano per oltre il 66% alla famiglia Sensi: “Non c’e’ alcuna cordata, ne’ tantomeno stiamo parlando di azioni da comprare. Per ora quello che stiamo pensando di costituire e’ un’associazione senza scopo di lucro, che, riprendendo quello che e’ capitato in altri paesi come l’Inghilterra e la Germania, possa avviare un processo di trasformazione anche in Italia del tifoso inteso anche come partecipante attivo della societa’ di calcio. Al momento siamo in una fase di realizzazione dell’associazione che verra’ presentata a Roma il 22 febbraio prossimo, mentre l’assemblea costituente ci sara’ il 21 aprile. – spiega Campanile – Il nostro scopo e’ raccogliere una serie di personalita’ che, fissando bene i principi e gli scopi dell’associazione, vogliano darsi degli obiettivi comuni.

Ranieri: “Voglio vincere la Coppa. L’azionariato popolare? Con il pubblico giallorosso si può fare qualcosa in più”

 Claudio Ranieri, alla vigilia della sfida di Coppa Italia contro l’Udinese, valida per le semifinali di andata, ha parlato nella conferenza stampa a Trigoria:
VERSO ROMA-UDINESE: “Rendere la competizione più accattivante? E’ questione di cultura, di quello che uno crede, possiamo tentarle tutte ma in Italia il campionato è padrone. Lo vedi dal fatto che la partita di ritorno è stato posticipato a data da destinarsi. In Inghilterra viene prima la coppa poi il campionato. Si dà massima priorità alla coppa. Per noi la coppa è una cosa diversa. Adesso che vale il sesto posto in Europa comincia ad avere valenza. E’ cultra. Puoi cambiare i moduli, ma è sempre una cosa vista non tanto bene. La Coppa a me piace vincerla, la vedo sempre con favore, quando l’ho vinta mi è piaciuto molto. Mi piace fare risultato con l’Udinese. Non vedo più in là. Giuro, sono super concentrato alla partita di domani sera. E non vedo più in là. La stella d’argento? No, inutile immaginarla e non poterla indossare. Vediamo alla partita di domani, è molto difficile. L’Udinese si gioca gran di chance di entrare in Europa. Ognuno nella vita ha quello che si merita.

Bruno Conti: “La Roma può crescere ancora”

 Bruno Conti, direttore tecnico della Roma, è stato intervistato da Il Corriere dello Sport:

La Roma domenica ha raggiunto il secondo posto in classifica. Come state vivendo questo momento? «Con normalità, così come siamo rimasti…normali quando le cose an­davano male. La mentalità è quella giusta, quella che ha trasmesso Ra­nieri alla squadra. Lui va avanti per la sua strada, senza condizionamen­ti. Ha dimostrato di avere grandi qualità, ma già lo sapevamo».
Domenica, al termine della parti­ta con il Siena, lei e Ranieri vi siete abbracciati in campo. E’ bello vive­re certe emozioni, trentacinque an­ni dopo esservi incrociati nel setto­re giovanile? «Ci siamo lasciati andare, vista l’importanza di quella vittoria, arri­vata negli ultimi minuti con grosse difficoltà, dovute anche alle nume­rose assenze che avevamo. Il rap­porto con Claudio è ottimo, è un grande lavoratore, uno che non tra­scura neppure il minimo particola­re».

De Rossi: “Capitan Futuro? Tra 10 anni sarò capitan passato”

 Daniele De Rossi si è confessato a La Gazzetta dello Sport: Ecco le parole del numero 16 giallorosso

De Rossi, lei ha fama di uno a cui non piacciono i giornalisti. «Non è questo. A me non piacciono i meccanismi che si creano fra giornalista e calciatore. Magari qualcuno di noi finge di non salutarvi e poi la sera vi chiama per raccontarvi quello che succede nello spogliatoio. Io vi rispetto, ma fra noi non può esserci amicizia, c’è conflitto d’interessi».
Be’, di questi tempi va di moda, un po’ come la Roma. Totti dice che ora tutti salgono sul carro del vincitore. «Ha ragione, ma non era facile prevedere questa rimonta. È una cosa incredibile, tanti fattori hanno combaciato: una maturazione caratteriale, serenità, risultati. Il merito è del gruppo. Altre squadre si sarebbero prese a cazzotti nello spogliatoio, invece noi siamo rimasti sempre uniti».

Mexes: “La Roma? Voglio restare”

 «Mi manca questo e un altro anno, quindi abbiamo tempo per valutare la situazione. Io sto bene qua, l’ho sempre detto e vediamo cosa succede: voglio restare. Ovvio che non dipenderà solo da me». Philippe Mexes ha mente solo la Roma. Da Il Tempo:

Anche se non è più un titolare inamovibile? «Certo, questo può incidere nella scelta, ma fa parte del gioco. Ho 27 anni e bisogno di giocare. Adesso va tutto bene, ho avuto diversi infortuni e la squadra ha reagito bene, sta girando tutto a meraviglia: ovvio che se potessi giocare di più sarebbe perfetto».
Quanto ha influito il cambiamento di allenatore per la sua esclusione? «Sì, c’è anche questo, ma è capitato anche ad altri: vedi Doni. Ci vuole un po’ di pazienza. Stare in panchina non fa piacere anche se tutto gira bene, però ci sono tanti fronti aperti: campionato, coppa Italia, Europa League, ci sarà spazio per tutti. Arriverà anche il mio momento e mi farò trovare pronto».

Toni: “Sogno una festa al Circo Massimo”

 Luca Toni, intervistato da Il Messaggero ha parlato di Roma, della Roma e non solo:

L’infortunio al polpaccio ha rovinato i suoi piani di rivincita. Un imprevisto che è anche una novità: è vero che, nella sua carriera, non si era mai fermato per un problema muscolare?
«Mai. Solo caviglie e tendini. E normali contusioni. Gli stiramenti proprio non li conoscevo. Ormai è andata…».
Ha spiegato tra l’altro che il freddo, venendo dalla Baviera e dalla Bundesliga, non c’entra niente.
«Sì, è così. Ma in questi giorni ci ho riflettuto e forse il clima di Torino può aver inciso. In Germania i campi sono riscaldati, quello dell’Olimpico, la sera di Juve-Roma, era ghiacciato e al tempo stesso molle. Quindi, brutto».

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