Andreazzoli: “Domani cerchiamo di chiudere bene. Non siamo da rifondare, siamo stati insufficienti ma non mediocri”

di Antonio Commenta


Aurelio Andreazzoli ha parlato oggi in conferenza stampa per quella che potrebbe (e dovrebbe) essere la sua ultima conferenza da tecnico romanista. L’allenatore ha risposto alle domande dei giornalisti presenti fornendo indicazioni sugli infortunati, sul prossimo derby di coppa e sul futuro proprio e della squadra. Di seguito le dichiarazioni del Mister:

Ci sarà turn over con il Napoli? 
“In effetti ti ritrovi combattuto nel fare delle scelte. Abbiamo squalificato Totti, dobbiamo fare i conti col fatto che vogliamo vincere e chiudere in bellezza il campionato contro un’avversaria di assoluto rispetto. E’ chiaro però che il pensiero va a domenica prossima. Questa partita, come quella di Milano, è propedeudica alla gara del 26. Non ho deciso ancora niente. O perlomeno ho un’idea che devo verificare”.

I giocatori non convocati per domani sono recuperabili per domenica prossima?
“Forse l’unico a rischiare è Stekelenburg”.

Cosa non è riuscito a fare? Dove dovrà mettere le mani in questa squadra il nuovo allenatore? 
“Speravo di incidere molto di più sulla continuità, invece abbiamo avuto nella mia gestione due ricadute in quel senso che non mi sono piaciute. Mi riferisco a Palermo e contro il Pescara. Vi siete dimenticati che questa squadra ha ancora un allenatore. Anche se non è menzionato, ha pieni poteri e tutti i diritti che gli dà la carica. Mi sembra che sia già spostata la mira da tempo da parte vostra”.

Lei si confermerebbe? 
“Se l’ho detto non mi costringete a ripetermi. Mi annoio a rispondere alle stesse domande. Non mi riconfermerei, mi sento incapace. E cosa dico? E’ tutto ovvio. Posso dire il contrario? Sono affari nostri”.

Qual è il gap che ha la squadra rispetto alle squadre più su in classifica?
“Mi sono accorto di quale sia, ma non lo dico”.

Nell’ultimo biennio non è destabilizzante per un gruppo e per la società ricominciare sempre da capo? 
“Ricominciare è sempre penalizzante per tutti, è una valutazione vostra. Non è la mia e non credo sia quella della società. E’ stato un percorso tortuoso o per lo meno al di sotto delle aspettative. Ma ricominciare da capo mi sembra esagerato. Come tutte le situazioni in evoluzione vanno corrette. Speriamo ci sia da fare il meno possibile e intervenire dove opportuno”.

Prenderebbe in considerazione l’offerta di un’altra panchina?
“Questo è il mio mestiere e credo di saperlo fare bene. Ho una certa esperienza per fare tutto quello che mi si potrebbe prospettare. O qui o altrove. Oppure posso fare quello che ho sempre fatto. Il mio destino ce l’ho chiarissimo e lo decido io”.

Un voto a questo campionato? Si aspettava una stagione così mediocre?
“Mediocre non è una giusta valutazione. Insufficiente, ma mediocre no. Si sono viste buone cose con Zeman. Poi ci sono state difficoltà che ci hanno portato agli eventi che tutti sappiamo. Abbiamo ritrovato continuità, siamo andati vicini agli obiettivi. Tra una settimana potrebbe cambiare totalmente questa valutazione. Potrebbe diventare un’annata buona, se siamo fiduciosi tutti quanti di poterlo raggiungere”.

Non crede che ci sia una discrepanza tra il dire che lei è bravo nel suo mestiere e che questo è stato un campionato insufficiente?
“No. Nemmeno mezza”.

Qual è la cosa più bella di fare l’allenatore della Roma? Un lato negativo?
“Quello negativo non te lo dico. Quello positivo è che condivido tutto con i miei collaboratori e l’affetto della gente. Non solo romanisti, ma anche i nostri avversari del 26 mi riservano un affetto che non credevo di ottenere. Succede in tutti i posti dove vado, sia con i giovani che con gli anziani. Significa che quello che volevo l’ho ottenuto. Avevo chiesto partecipazione e l’ho ottenuta”.


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