Ancelotti: “Per la Roma lo farei…”. (Di tornare in Italia)

di Redazione Commenta


 Carlo Ancelotti torna a parlare del calcio italiano e lo fa in un momento nel quale, da allenatore del Chelsea, i risultati dicono che l’ex allenatore del Milan non si era certo rammollito tutto in un colpo.

I risultati deludenti inanellati lo scorso anno dalla squadra rossonera (comunque capace di raggiungere l’obiettivo minimo della qualificazione in Champions League) non dipendevano certo dal tecnico emiliano che, anzi, è forse stato l’artefice di un fallimento evitato. I Blues sono attualmente al comando della Premier League in seguito ad una marcia che potrebbe essere defiita eccellente: tutte vittorie e una sola battuta d’arresto.

Bene anche in Europa, dove Didier Drogba e compagni si stanno comportando ugualmente bene. L’Italia, a questo punto, è un ricordo professionale e gli obiettivi di Ancelotti sono tutti legati ai risultati della società di Roman Abramovich ma inutile nascondere il fatto che il tecnico tenga sempre un occhio davanti alla televisione per osservare in maniera disinteressata quel che accade nella massima serie italiana.

Le dichiarazioni che recentemente è capitato di ascoltare – e riprese puntualmente oggi dal Corriere dello Sport, sono quelle di una persona convinta del proprio lavoro e di un uomo più sereno, meno pressato dai ritmi di un calcio più tranquillo e meno spettacolarizzato quale è quello inglese. Riproponiamo fedelmente l’articolo della testata sportiva con una piacevole constatazione: ovvero, che l’amore di Carlo Ancelotti per Roma e per la Roma non è mai svanito:

“Mi piacerebbe tornare alla Roma, sarebbe l’unica squadra italiana che allenerei”. Nonostante la sua avventura al Chelsea sia appena iniziata, Carlo Ancelotti non smette di pensare alla Roma. Il tecnico emiliano conferma il desiderio di voler un giorno allenare i giallorossi, ma non disdegnerebbe la panchina dell’Italia:  “Mi piacerebbe, ed io sì che porterei Cassano…”. Ancelotti cerca poi di analizzare il momento del Milan. “Forse si è persa un po’ di motivazione con l’addio di Kakà. Ronaldinho? Il problema è semplice: si deve allenare”.


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