Da Il Messaggero:
Moratti si offende se qualcuno tira in ballo l’Inter in questa nuova fase di Calciopoli, ma che ci possiamo fare? Se vuole, mettiamo da parte la sua società e parliamo delle altre, però il quadro generale non cambia: quasi tutti facevano quasi tutto. A parte qualche eccezione, vedi la Roma, che mai una parte ha recitato in questa brutta commedia. Per il resto, che tristezza.
Alcune conclusioni: 1) i carabinieri guidati dall’ufficiale Auricchio hanno lavorato con impegno, hanno perso notti e giorni dietro dirigenti, arbitri, ballerine e segretarie. 2) Gli stessi carabinieri, arrivati a un certo punto e convinti di aver centrato il bersaglio, hanno tirato i remi in barca: centrotrentamila telefonate intercettate forse non sono mai state ascoltate. Di sicuro non sono state messe per iscritto. 3) I nostri segugi si sono arresi per stanchezza o perché sicuri di aver raggiunto la meta? Nel primo caso, siamo portati al perdono: c’è un limite alla sopportazione, oltre il quale non si può andare; nel secondo caso, non ci sarebbe giustificazione. 4) E’ perlomeno singolare che della trascrizione del materiale lasciato in soffitta si debbano occupare gli avvocati di parte. 5) I processi sportivi, aperti e chiusi in tutta fretta, si devono per forza considerare incompleti.
6) Stesso discorso per il processo di Napoli: le indagini sono state parziali. 7) Luciano Moggi dice: tutti colpevoli o tutti innocenti. Noi diciamo: colpevole l’intero sistema. Non si dovevano accettare due designatori; i due non dovevano tenere rapporti con chiunque avesse una particina nel nostro calcio; i due non dovevano genuflettersi davanti ai potenti, chiedendone l’aiuto.