Roma – Sensi, da Balbo a Borriello

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 La storia giallorossa della famiglia Sensi viene raccontata da Il Corriere dello Sport con il dispiegamento di una “retta di mercato” che porta dal punto A (l’acquisto di Abel Balbo) al punto Z (l’ultima new entry, Marco Borriello). Testuale:

Marco Borriello potrebbe essere l’ultimo colpo della gestione Sensi, intesa tra Franco e Rosella, ed è proprio quest’ultima a dirlo. Se,  come sembra, nei prossimi giorni o mesi, la Roma passerà di mano, si chiuderà un era, l’era Sensi, diciassette anni di battaglie, in campo e fuori, condite da colpi di mercato, successi, delusioni e contestazioni. Una storia iniziata nel 1993, quando Franco Sensi si prese la Roma, in coabitazione con Mezzaroma, e togliendola a Ciarrapico, finchè, poco tempo dopo, non ne assunse il comando assoluto. Il suo primo acquisto fu Abel Balbo, ma di sicuro i suoi primi anni di Presidenza non furono esenti da errori, in modo particolare nella stagione di Carlos Bianchi, quando furono acquistati Dahlin e Trotta. Poi venne il tempo di Zeman e di un fiore sbocciato in casa, Francesco Totti, il calcio spettacolo, le lotte di Franco Sensi contro il Palazzo, ma le vittorie non arrivavano.

Nel 2001 la sua vittoria, la vittoria del Presidente, l’ingaggio di Capello, una barca di soldi spesi per portare nella Capitale, tra gli altri, Batistuta, Emerson e Samuel : La Roma Campione d’Italia, di nuovo in Champions League e vittoriosa nella Supercoppa italiana contro la Fiorentina. Ma Franco Sensi non si fermò lì, continuo a spendere per la squadra di cui era tifoso sin da bambino, basti pensare ad un nome su tutti, quello di Antonio Cassano. Purtroppo la salute abbandonò il Presidente, che fu costretto a defilarsi, dal 2004 la gestione della società venne affidata ad una delle figlie, Rosella, che venne subito coinvolta in una delle stagioni più difficili della storia della Roma, quella dei quattro allenatori, quella post fuga di Capello a Torino. La giovane Presidentessa aveva il carattere del padre e non mollò, costruì una squadra competitiva e, nonostante tante critiche, la affidò a Luciano Spalletti, un allenatore che restituì unità allo spogliatoio, fu capace di recuperare giocatori che sembravano ormai persi. Tutto questo diede ai tifosi una delle squadre più belle e vincenti di tutta la storia romanista, nonostante le enormi difficoltà finanziarie. Una squadra che per due anni consecutivi raggiunge i quarti di finale della Champions League, risultando la squadra italiana che aveva fatto più strada nella competizione, capace di sfiorare uno scudetto, di vincere due Coppe Italia ed una Supercoppa italiana, di lottare per anni con un Inter che , da un punto di vista economico, investiva il triplo di quello che poteva investire la Roma. Una gestione comunque aspramente contestata, nonostante gli sforzi per mantenere la Roma competitiva. La morte di Franco, una stagione, l’ultima di Spalletti, molto negativa, l’inizio di un nuovo corso, segnato dall’ingaggio di Ranieri, un altro scudetto sfuggito all’ultimo punto, proprio nella scorsa stagione. Fino a quest’estate, l’arrivo di Borriello pochi giorni fa, la Roma che parte tra le favorite per la vittoria del campionato, forse l’ultima ciliegina sulla torta dell’era Sensi.


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