Bongiorno, laziese. E mo’ attaccate ar laser

di A.B. 1

Da Il Romanista:

È finita con calci in faccia, testate, espulsioni e rosicate. Ma forse per capire meglio il quinto derby perso dalla Lazio, è meglio partire dall’inizio. Anzi, da ancora prima. Zarate: «Promettiamo una grande gara, vogliamo mandare la Roma a meno 8». Floccari: «È l’ora del riscatto».

Hernanes: «Stavolta non sbaglieremo». Reja: «Loro spesso fortunati, se c’è una giustizia stavolta vinciamo noi». Quasi tutte dichiarazioni rilanciate anche dalla nuova frontiera della comunicazione biancoceleste, chiamata “Lazio Style”. Ed eccolo, lo stile Lazio. In ordine gerarchico, partiamo dal presidente Lotito: «Muslera è stato accecato da un raggio laser al momento della punizione. Il laser provoca danni alla retina. Non ha vinto il migliore». Forse sarà il caso che il presidente della sezione calcio della polisportiva più grande del cosmo accompagni Muslera dall’oculista, dato che evidentemente non ha visto bene la partita. Forse non verrà Edy Reja dall’oculista. L’allenatore della squadra che porta i colori della Grecia lmeno ricorda che c’era stata la traversa di Pizarro, ma poi lo spirito olimpico viene messo da parte. «Abbiamo perso la testa. Ancora una volta però c’è di mezzo Totti. Siamo stati provocati: ha impiegato 5 minuti prima di battere un calcio d’angolo». No, forse, appena finita la visita di Muslera, dall’oculista dovrà andare anche lui. «Anche l’arbitro non ci ha aiutato, poteva ammonirlo». E perché mai? Perché i suoi giocatori non sono capaci a togliergli il pallone? «Detto questo, Radu ha sbagliato, non può fare una cosa del genere». E Matuzalem invece può prendere a calci in faccia Totti mentre sta a terra? Evidentemente sì per Reja, che dopo quell’episodio, come documenta la foto di Roberto Tedeschi qui a fianco, se l’è presa con Totti. «Non ci sta di perdere in continuazione le stracittadine, però devo anche dire che fino al gol, nessuna meritava di vincere». E’ sempre un piacere sentirla, mister. Il problema forse è che loro sono abituati, tra di loro, non solo a riscrivere le regole (nel 2006 i tifosi d Bergodi e Chinaglia sostennero che chi vince il derby fuori casa non può festeggiare), ma anche a darsi ragione a vicenda. Ma mentre ricominciano a parlare di “rigorepaarooma” (a proposito, nella storia dei derby siamo 16-15 per loro, quindi sono ancora troppo pochi), il loro fronte si spacca. A Mediaset, Paolo Di Canio, quello che faceva il giro di campo a braccio teso quando vinceva e che non rilasciava interviste quando perdeva, rinfaccia a Claudio Lotito i «37 milioni usciti dalle casse biancocelesti» per Zarate. A quel punto Lotito non ci sta e attacca: «Di Canio lei non è informato e non sa quello che dice». Immediata la replica: «So benissimo quello che dico, ho letto i bilanci e avete speso 21 milioni più 14,9 di transazioni, lei è anche indagato per questo, non si permetta di dire che sono un bugiardo». Lotito: «Lei domani si troverà una citazione per danni, visto che dichiara il falso in pubblico». D’altronde, quando sei un Ente morale, non puoi mica dire il falso. E neanche prendere a calci in faccia un avversario a terra. Ma non fa niente, se porti i colori della Grecia in onore delle olimpiadi, l’importante è partecipare.

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