Perrotta: “Milan, ti battiamo. Il contratto? C’è tempo”

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 L’intervista di Simone Perrotta a Sky Sport24
(riportata da Romanews.eu)
Ti aspettavi il contrasto “Lippi-Stadio di Parma”?

No, non me l’aspettavo perché comunque quando gioca la Nazionale ci dovrebbe essere sempre entusiasmo. Poi, tra l’altro, è una squadra che sta facendo ottime cose, si è qualificata per il Sud Africa con una giornata d’anticipo, però purtroppo è una consuetudine nel nostro calcio: non appena la squadra va in svantaggio, ci sono cori che sarebbe meglio non sentire. La squadra ha reagito bene, ha vinto la partita meritatamente e poi tutti a festeggiare questa squadra come, secondo me, si doveva fare dall’inizio“.
La vittoria del Mondiale 2006, secondo te, è stata apprezzata abbastanza in Italia? O si dimentica troppo in fretta nel calcio di oggi?

Diciamo che nel calcio di oggi si dimentica troppo in fretta. Questa è stata una squadra che ha continuato a fare bene: nell’ultimo Europeo è uscita agli ottavi di finale contro la squadra che poi ha vinto il torneo; in queste qualificazioni si è qualificata con una giornata di anticipo e, secondo me, a questa squadra dovrebbero dare tantissimi meriti“.
Ci risulta che gli ultimi contatti tra te e Lippi siano stati prima della Confederations Cup: cosa ti aspetti, soprattutto adesso che stai tornando a certi livelli?

Devo continuare a questi livelli. Ho sentito il mister a maggio, aveva detto che preferiva portare altri giocatori che stavano meglio di me, una scelta giusta. Spero di avere continuità, di non avere più problemi fisici e di giocarmela fino alla fine“.
Stiamo parlando di un tuo ritorno a certi livelli: che cosa era successo e cosa ti è successo adesso?

L’anno scorso ho avuto parecchi problemi fisici dovuti a degli scompensi che mi erano stati creati da un bite e da dei plantari. Diciamo che lo stiramento avuto in preparazione è stato un bene perché ho avuto modo di resettare il mio corpo, di portarlo allo stato naturale e questo mi ha portato tantissimi giovamenti. Adesso sono libero da qualsiasi vincolo fisico e i risultati si vedono“.
Come hai vissuto il passaggio da Spalletti a Ranieri?

Inizialmente è stata una bella botta, nessuno se l’aspettava. Non solo io, ma tutti i ragazzi che sono in questa squadra devono tanto a Spalletti, come Spalletti deve tanto a noi, è una cosa reciproca, si era creato un certo feeling con tutti quanti. È arrivato un altro allenatore, con un modo completamente diverso di intendere il calcio, però noi siamo professionisti, ci siamo messi subito a disposizione di Ranieri e i risultati iniziano a vedersi“.
In cosa è stato bravo Ranieri secondo te?

Lui è stato bravo perché fin dal primo giorno ha detto che capiva il rapporto che avevamo con Spalletti, che non è facile quando si cambia allenatore. Non è venuto a imporre subito le sue regole, ha fatto tutto con molta calma e molta tranquillità. Anche se nelle primissime partite le cose non sono andate benissimo, lui ci ha sempre dato tranquillità. Ecco, questa è forse la sua dote principale“.
Che differenze e analogie trovi tra il Milan e la Roma?
La differenza sta nel fatto che il Milan ha venduto un grandissimo giocatore quale Kakà e sappiamo tutti che il gioco era molto su di lui, poi è andato via l’allenatore, quindi altri metodi e altri modi di giocare. Mentre da noi siamo rimasti lo stesso gruppo, c’era forse da creare un po’ più di entusiasmo, un’altra mentalità e con Ranieri tutto ciò è avvenuto. Però, credo che il Milan rimanga una delle squadre più forti del campionato“.
Come si affronta questo Milan?
Non ci sono modi di affrontare una squadra piuttosto che un’altra, noi dobbiamo essere la Roma, dobbiamo andare in campo per giocarcela fino alla fine. Noi siamo una squadra che se ha entusiasmo come nelle ultime partite può veramente vincere contro chiunque“.
Il tuo procuratore è fuori dall’Italia, nelle prossime settimane incontrerà i dirigenti della Roma: cosa ti aspetti?
La mia priorità in questo momento è quella di fare bene in campo, di potermi giocare le carte per andare al Mondiale. Per il contratto c’è tempo, non è una mia priorità in questo momento, poi se dovesse arrivare, sono contento“.
Dove collochi tecnicamente la Roma di Ranieri in questo campionato?

Il campionato è molto più bello quest’anno, molto più equilibrato perché squadre sono molto organizzate, anche le squadre cosiddette piccole sono ottime squadre che giocano a calcio. A differenza degli anni passati, tutti vogliono vincere, sarà un campionato in cui la “scudettata” non vincerà con tantissimi punti di vantaggio rispetto alla seconda e nemmeno con tanti punti in classifica“.
Totti giocherà domenica?

Non ve lo dico (ride, Ndr)”.


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