Roma: partita incolore

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 Dal Corriere della Sera:

Solo un inguaribile romanista/ottimista può vedere il bicchiere mezzo pieno perché i giallorossi, per la prima volta nella stagione, non tornano con le ossa rotte da una trasferta. Fin qui erano state 5, con cinque sconfitte: contro Inter (Supercoppa italiana), Cagliari, Brescia e Napoli (campionato) e Bayern Monaco (Champions League). E allo stesso modo solo un giovanissimo tifoso del Parma — di quelli che non hanno visto i Minotti e i Melli, i Thuram e i Buffon, i Gilardino e il vero Crespo — può dirsi soddisfatto di un punto che, come il dottore del proverbio, non fa morire il malato ma non lo guarisce mai. Parma-Roma è finita 0-0 perché quando soltanto tre giocatori in campo si elevano dalla mediocrità (Pizarro, Mexès e Dzemaili) è difficile pensare a un risultato diverso. Il gioco delle due squadre è stato grigio come il cielo sopra il Tardini e le occasioni da gol poche. Il mercoledì dei grandi chiarimenti ha portato a una Roma con un attaccante in più: Vucinic esterno di centrocampo, con compiti naturalmente più offensivi che difensivi. Ma, poiché i fatti contano più delle parole, non basta cambiare un giocatore per far arrivare, come per magia, schemi offensivi, sovrapposizioni e inserimenti dei centrocampisti. In più, a complicare il tutto, c’è l’infortunio di Taddei nel riscaldamento. Il brasiliano si blocca e, al suo posto, deve giocare Cicinho. La Roma perde così il suo unico esterno alto di ruolo e tornano i misteri sui muscoli di Rodrigo che, dopo i 180’ giocati contro Genoa e Basilea, finisce di nuovo in officina a farsi riparare il solito polpaccio.


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