Le piccole imperfezioni di mister Montella

di Redazione 1


Dal Messaggero:

Intanto, non chiamiamolo più Vincenzino. Montella è cresciuto: mister sembra troppo, Vincenzo, sic e simpliciter (come altri direbbero) può andare. Vincenzo ha cominciato benino. Ha preso tre punti, grazie ai quali potrà portare avanti l’operazione “allegria” avviata cinque minuti dopo l’incoronazione. Già a Bologna squadra più leggera e contenta di giocare. Non è tutto, ma è qualcosa. Tanto per non dargliela troppo calda e abituarlo così al nuovo ruolo: alcuni errori, a parer nostro, ci sono stati. Per esempio: non essendoci il tempo per ripassare la lezione di Spalletti, Montella doveva affidarsi subito ai giocatori che di quei movimenti qualcosa ricordano. Borriello invece non sa, come Simplicio. Meglio, almeno all’esordio e prima di rimettersi a studiare sui testi di Aurelio Andreazzoli (recupero eccellente), impiegare in avvio Totti e Brighi. I due, ecco un’altra imperfezione, sono entrati tardi: il Bologna si trovava a un centimetro dal pareggio almeno da dieci minuti. Poi, come hanno riabbracciato campo e schemi, si sono gasati e la Roma ne ha tratto immediato giovamento: Totti ha ripreso a fare il centravanti ombra e Brighi ha cercato la profondità come succedeva a lui e a Perrotta. Si è rivista, nel finale, quella Roma, padrona e divertente. E il Bologna si è arreso. Questo non vuol dire che Borriello e Simplicio non debbano giocare, per carità. Però bisogna dargli tempo e modo di capire schemi, posizioni e tagli. Ora la Roma deve battere il Parma e poi cercare, addirittura, la rimonta sia in campionato che in Champions: lo spirito è quello giusto, si è rivista la voglia di divertirsi e squadra e tecnico si parlano. I calciatori della Roma sono bravi ragazzi. Forse troppo bravi. A Mexes hanno rotto un dente, ma lui non ha fatto una piega. Altro che “indegni”: sono emotivi, semmai, e teneri. Non è vero che con Ranieri abbiano fatto flanella per esplodere con il successore: sono sempre gli stessi, meno appesantiti da beghe e litigi, semmai. Ne abbiamo sentite molte sulla mancata espulsione di Daniele De Rossi. Andava ammonito per il fallo di mano, è stato detto. Quando mai? Il regolamento è chiaro e a quanto pare sconosciuto: il giallo per mani e gioco non regolamentare scatta solo in caso di azione importante. De Rossi il fallo l’ha commesso in una zona periferica e l’azione non era cruciale. Banti ha fatto bene: con il romanista e con Di Vaio. Si aspettano notizie dalla società. Con un pizzico di preoccupazione. Niente di che, però al momento si registrano esperti di baseball, basket, pallavolo e conti correnti: sembra una polisportiva, mentre il calcio in Italia, come si sa, rappresenta un fenomeno unico e compreso solo da chi è nato in un campo e cresciuto all’interno di uno spogliatoio.


Commenti (1)

  1. Se vuoi vivere tranquillo e riportare la ROMA in alto, non leggere più i giornali, sanno tutto loro ma non si ricordono mai le cavolate che hanno scritto il giorno prima. Buona avventura e che il diavolo crepi. Ciao

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