La Roma: Totti, la firma di una vita

di Redazione 1


 L’intervista integrale rilasciata da Francesco Totti a La Roma, rivista ufficiale del club di Trigoria, all’indomani del prolungamento del contratto fino al 2014:

Francesco, finalmente è arrivata l’ufficializzazione del tuo nuvo contratto: Roma a vita quindi…
“E’ una scelta di cuore: mai come in questo caso queste parole sono veritiere, dato che la Roma è la squadra che ho sempre amato e d cui ho sempre difeso le sorti in campo”
La tua carriera in giallorosso è stata praticamente sempre nel nome della famiglia Sensi; che rapporto avevi con il Presidente Franco e che legame hai ora con sua figlia Rosella? Ci racconti qualche aneddoto simpatico del vostro “feeling” in giallorosso?
” Il Presidente per me era davvero come un secondo padre, vedevo che nutriva nei miei confronti un affetto che andava oltre il calcio. Con Rosella, poi, tuttora ho un rapporto splendido: di solito quando ci vediamo non abbiamo bisogno di molte parole, ci capiamo subito. Lei è una vera tifosadi questa squadra, proprio come suo padre; rimarrà infatti sempre impressa nei miei occhi l’immagine del suo sorriso sia a San Siro che all’Olimpico quando scese in campo con noi per festeggiare i successi nelle Coppe Italia…era felice come una bambina!”.
Domanda forse banale, ma doverosa e paradossalmente di non semplice risposta: cos’è per Francesco Totti la Roma?
“Con questi colori cuciti addosso ho giocato tutta la mia carriera ed è la squadra che ho amato sin da piccolissimo: la Roma è una passione vera che ho avuto la fortuna di vivere sia da Capitano che da tifoso. E’ tutta la mia vita sportiva e non solo…”
Dai un voto, da 1 a 10, alla tua carriera (finora) col club.
“Ho sempre trovato difficile darsi dei voti. Io penso che come impegno ho dato 10, poi quanto questa dedizione si sia tramutata in qualità e risultatì sul campo lo devono dire gli altri”.
Dall’esordio del 28 marzo del 1993 ad oggi: il giorno più bello e quello da dimenticare?
“Sulla prima domanda, la risposta la sai anche tu: il 17 giugno del 2001, la data della vittoria sul Parma e la conquista dello Scudetto. Vedere la città impazzita di felicità grazie anche al tuo personale contributo è impagabile, così come partecipare da tifoso ad una festa che sognavo sin da bambino. Per quanto riguarda poi il giorno da dimenticare, a parte quelli degli infortuni, ti dico che anche le sconfitte più dure, quelle più amare, a lungo termine sono da considerare importanti, perché ti fanno comunque crescere, come calciatore e come persona”.
Hai firmato fino al 2O14: qual è, realisticamente, il tuo  prossimo obiettivo con questa squadra?
“L’intento è sempre quello di vincere, di riuscire a portare qualche altro trofeo importante nella bacheca del nostro club, a livello sia nazionale che europeo. E io ce la metterò tutta, fino all’ultima partita che giocherò in campo con questa maglia: questo è poco ma sicuro”.
E quali i prossimi traguardi personali? I record in maglia giallorossa li hai abbattuti tutti! Ora punti a scalare la classífica del miiglior bomber di serie A. Signori è a un passo: L’obiettivo non troppo lontalto è Baggio a 205 reti?
“Si, a breve termine vorrei raggiungere lui. Ma non mi voglio fermare: io guardo anche più avanti…”.
Ben detto, allora guardiamoci il giocatore che ha segnato più gol con la stessa maglia di club è Nordhal, fermo a 210 reti realízzate tutte col Milan: anche questo ennesimo traguardo si può raggiungere?
“Mi auguro di sì, sperando di non avere altri contrattempi spiacevoli con infortuni vari. Sarebbe un ulteriore riconoscimento per me, per la Roma e per i suoi tifosi”.
Tu sei il giocatore più importante della storia del club, non sono io a dirlo, ma i numeri; con questo contratto chiuderai la carriera con una sola maglia. Francesco, che significa per te romano e romanista, essere la “bandiera”‘ della Roma?
“Essere riconosciuto come un protagonista assoluto della storia del club mi rende orgoglioso più di ogni altra cosa: poi il fatto di essere nato in questa città e dl tifare per questa squadra da sempre rende tutto ancora più qrande, facendomi diventare più consapevole di quello che ogni domenica vado a rappresentare in campo con i miei compagni”.
Roma significa anche derby, l’ultimo vinto pochi giorni fa. Come ci descrivi la tua personale emozione di vincere una stracittadina?
“Battere la Lazio qui nella capitale è una gioia che va oltre i tre punti o la semplice partita in campo. È bello per, te e per la gente che qui ci tiene in maniera enorme: per strada tutti gli anni quando mi incontrano mi ricordano sempre che bisogna vìncere il derby…”.
Con la Roma hai conquistato la Nazionale e sei salito in cima al Mondo con il campionato del 2006 in Germamia: che sensazione dà rappresentare la Roma in azzurro? Vedrerno poi un totti-bis in Sudafrica?
“Giocare con la maglia azzurra e sapere che i tifosi giallorossi ti seguono con “occhi” particolarì ti spinge a dare ancora di più: nella festa del Circo Massimo nel 2006 poi i nostri tifosi erano numerosissimi! Per quanto riguarda il prossimo Mondiale adesso è presto per parlarne: con Lippi ho un bel rapporto e mi è sempre stato vicino, anche nei momenti difficili dei miei precedenti infortunì. Ci continueremo a sentire nei prossimi mesi, come abbiamo sempre fatto del resto…”
A livello di club. le lacuna più grande è proprio una vittoria in europea internazionale: l’Europa League di quest’anno può essere l’occasione giusta?
“Sarebbe davvero bello poter scrivere negli annali di calcio il nome della Roma come prima squadra vincitrice dell’Europa League: la strada per la finale di Amburgo è ancora lunga, ma noi ci tenìamo davvero ad arrivare fino in fondo. Da quest’anno la formula del torneo è più interessante e adesso che sono scese squadre molto forti dalla Champions la competizione si è fatta davvero notevole”.
Finora per te 16 anni di Rorna: è giunta l’ora di fare un “gioco delle scelte”. Anche se è diffieile scegliere solo un nome trà i tanti papabili, assegniamo dei virtuali riconoscimenti personali. Qual’ è l’ allenatere migliore che ti ha allenato in carriera?
“Mi metti in difficoltà… ma, senza comunque dimenticare nessuno nei ringraziamenti, se devo fare un nome dico Mazzone, perché è il tecnico che “ha dato il la” alla mia avventura da professionista: senza di lui e i suoi consigli forse la mia carriera non sarebbe stata la stessa…”.
Il compagno di squadra più bravo con cui ti sei allenato?
“Non voglio fare torto a nessuno, ma forse a livello strettamente tecnico Cassano è stato il più dotato, Anche se qui a Trigoria non posso certo dimenticare Daniele De Rossi, un campione rornano e romanista come me, il futuro sia della Roma che della Nazionale”.
Il difensore più ostico che hai incontrato sul campo?
“Dico Maldini, anche per quello che ha rappresentato per il calcio italiano in Europa e nel Mondo”.
La squadra più forte incontrata tra le varie competizioni disputate?
“Tra le tante. il Real Madrid deì “galacticos” incontrato consecutivamente nelle due Champions dopo lo Scudetto, la squadra con Zìdane, Roberto Carlos, Ronaldo, Raul, Figo… Vincere a casa loro con un mio gol è stata una delle gioie calcistiche più grandi della mia carriera”.
Il portiere che stimi di píù?
“Come ho sempre detto, Buffon, ma ci metto anche Peruzzi: oltre che apprezzarli da un punto di vista strettamente professionale, sono due miei grandi amici e due grandi persone”.
L’ ultimissíma, Francesco. Il tuo contratto scadrà nel 2014: come ti vedi a 38 anni? Una carriera da dirigente si apre davanti te: in che ruolo ti irnmagini?
“Per parlare di questo sinceramente c’è tempo. lo spero di arrivare a quell’età con lo stesso entusiasmo che ho adesso nel sostenere questa squadra. Per ora penso afare del mio meglio sul campo, cercando di far gioire i tifosi con qualche altra vittoria importante, poi si vedrà. Di tempo per pensarci ce n’è. no?”.


Commenti (1)

  1. secondo me alla roma serve un attaccante , forte, alto e potente tipo caracciolo

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