Garrone: “Arbitri? Condizionano il campionato”

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Dal Romanista:

«Succedono cose che tutti ci auguriamo che negli anni prossimi non accadano più, e che ci sia una vera rifondazione del calcio». Stavolta nessuno può accusare i romanisti di essere “piagnoni”, perché l’attacco ai vertici del nostro pallone non arriva dalla Capitale, ma da una Genova ancora in festa per la qualificazione alla prossima Champions League. A campionato finito, a bocce ferme, il presidente sampdoriano, Riccardo Garrone, ha deciso di togliersi qualche sassolino (a dire la verità è piuttosto un macigno) dalle scarpe. Perché il quarto posto conquistato soffrendo fino all’ultima giornata non ha cancellato in lui il ricordo dei tanti torti arbitrali che hanno scandito la stagione appena conclusa. «Senza gli errori degli arbitri, la Sampdoria sarebbe arrivata terza evitando i preliminari di Champions» ha detto Garrone, che ha ricordato anche gli episodi più discussi, fino all’ultimo. Cioè fino a domenica scorsa: «Mi ha detto Lanna, che era a Bergamo, che il rigore al 96esimo non c’era». Il riferimento è al penalty che ha permesso al Palermo di battere l’Atalanta per 2-1, ma che non è servito a cambiare la classifica in virtù della vittoria blucerchiata col Napoli. «Anch’io dico, come Marotta in passato, che gli arbitri sono scarsi e non aggiungo altro. Ci vorrebbe più attenzione da parte della Federazione – ha proseguito Garrone – Ad esempio non capisco perché non ci sia più l’estrazione, magari con due fasce. Abbiamo avuto un inizio straordinario, poi sono successi una serie di episodi, come a Roma con la Lazio, sui quali parlai a tempo debito dicendo che a qualcuno forse convenivano».


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