I disastri della politica dopo quelli di Monchi. Periodo buio per la Roma

di Daniele Pace Commenta

 Stadio Roma

La Roma è vittima della politica romana e del suo ex DS, Monchi. Più che la società, questi sono i due responsabili ufficiali del disastro di quest’anno. La società può essere colpevole di non aver fatto abbastanza? Probabile, ma lo stile americano è quello delle deleghe e delle responsabilità, per poi tirare le somme. A Monchi è stata delegata la gestione sportiva, con pieni poteri e piene responsabilità. Sua la scelta a oltranza di Di Francesco, anche quando, molto probabilmente, aveva già deciso di lasciare il club. Sua la disastrosa campagna acquisti, sua la gestione molle delle intemperanze interne della squadra. A pagare il solo Nainggolan. Ceduti tre pezzi che facevano spogliatoio, ha acquistato gente priva di carattere, nonostante avesse intenzione di acquistare “uomini”. Non sono sbagliate le cessioni in sé, ma gli acquisti, specialmente se sappiamo che Ziyech era romanista, ma gli è stato preferito Pastore. Il portiere è un altro mistero.

La politica

La politica romana è ancora più colpevole, oggi che le intercettazioni e le dichiarazioni della Raggi ci dicono che c’era una chiara avversione al progetto stadio. Al di là delle responsabilità penali dell’avvocato Mezzocapo, che saranno accertate, è indicativa l’intercettazione in cui egli dichiara che “Pallotta deve capire che lo stadio non si farà”. Anche il senatore Gasparri ha apertamente dichiarato la sua avversione allo stadio, per cacciare via Pallotta.

L’americano non sarà il miglior presidente del mondo, ma l’alternativa, senza stadio, semplicemente non c’è. Il nuovo impianto è l’unico progetto serio per far crescere il club, e anche la città, con un miliardo di euro impegnati in una struttura necessaria a migliorare due quadranti della città, quello dell’Olimpico (che tutti dimenticano, ormai inadatto per le manifestazioni sportive) e quello di Tor di Valle, preda della droga e della prostituzione.

Ma anche la Raggi, che si appella ad una nuova, e inutile Due diligence (su quali basi visto che la magistratura ha accertato l’estraneità del progetto alla corruzione) che arrecherà ancor più danni non solo alla Roma, ma a Roma.

Se si arriverà allo scontro legale, il disastro sarà completo, e questa città non si rialzerà più.

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