Cosmi, basta cappellino: “Roma-Livorno, firmo per il pari”

di A.B. Commenta


Serse Cosmi sulle pagine de Il Tempo. Concentrato e sicuro di dover dare il massimo affinchè il Livorno possa porre fine a questo periodo difficile, nel quale i risultati non sono arrivati e il gioco neppure, il neo tecnico labronico dovrà già vedersela – all’esordio – con la sua squadra del cuore: quella che, se non fosse stato per un dirigente che mise i bastoni tra le ruote, sarebbe potuto essere la squadra di Cosmi.
E’ lo stesso tecnico a raccontarlo, annunciando che con tutta probabilità smetterà per sempre l’uso del cappellino, diventato un peso per il fatto che lo si ricorda come l’allenatore col cappellino prima ancora che come un tecnico capace di fare il proprio mestiere:

Per Serse Cosmi un ritorno migliore non poteva esserci.
“Proprio con la Roma, si vede che è nel mio destino. Giocare all’Olimpico è una grande emozione, affrontare i giallorossi ancora di più, ma credo che passerà velocemente perché sarò troppo condizionato dal dover fare punti”.
Come immagina il rientro?
“Un nuovo debutto, ma dovrò calarmi subito nella partita per cercare di ottenere un risultato dopo poche ore”.
Qualcuno l’ha voluta fuori dalla serie A?
“Non credo, significherebbe dare qualità a certe persone. Diciamo che c’è chi ha ascoltato troppo delle voci e le ha prese per buone senza verificarle”.
Teme l’arbitraggio dopo le lamentele della presidente Sensi su Rosetti?
“No. È l’ultimo dei miei pensieri. La protesta della Roma non è stata fatta per avere compensazioni”.
La Roma non avrà Totti.
“Un bel vantaggio per noi. Dire che lui è normale sarebbe ipocrisia. Se sta bene è fortissimo e fa paura a tutti, non solo al Livorno”.
Cosa teme della Roma?
“Tutta la squadra. A parte Basilea e Milano, dove poteva vincere, ha dimostrato di essere in salute”.
In casa sua si tifa Roma?
“Mio figlio mi ha chiesto di portarlo a vedere la partita. Spero che tifi per papà. Quando allenavo il Perugia una volta vincevamo per 2-0 e alla fine pareggiammo 2-2 e lui mi disse che era meglio così. Oggi firmerei per un risultato così”.
Ha sempre portato un cappellino. Ne ha comprato uno nuovo per l’occasione?
“Forse non ne metterò più. Mi ha dato tanto, ma mi è anche pesato. Spesso mi hanno identificato come l’allenatore del cappellino e non come uno che sa fare il suo lavoro”.
Lei e Ranieri siete molto veraci.
“Sulla veracità siamo alla pari, ma io sono più ruspante. Lui è romano e romanista, ha giocato con i colori giallorossi e per questo è imparagonabile. Io sono solo simpatizzante”.
Lei in passato è stato spesso accostato alla Roma. E vero che c’è stato un dirigente che ha impedito che lei firmasse?
“Credo di sì, ma è passato troppo tempo per recriminare. Chi? Dico solo che è un cittadino del mondo ed è poliglotta”.
L’Inter ha 19 punti, il Livorno 3. Se guarda la classifica cosa pensa?
“Che non posso vincere lo scudetto. Sono convinto che possiamo venire fuori da questa situazione. Il Livorno ha qualità superiori ad altre squadre che lottano per la salvezza. Un nuovo allenatore di solito dà la scossa”.


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