Cesena-Roma: Pellegrino come Negro

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Dal Romanista:

Non è tanto strano che alla fine una delle partite più brutte del campionato siamo riusciti a vincerla, no, quello capita e ricapita nel calcio, è che in una delle più brutte partite giocate della Roma alla fine ci trovi dentro tante cose belle. Anche bellissime. Una specie di cesto dei miracoli. A cominciare da piacevolissimi imprevisti, variabili irrintracciabili nella nostra storia: traverse e rimpalli favorevoli, ribattute decisive finite sui piedi giusti, autoreti all’ultimo minuto, tutti elementi da romanzo e non di una partita giocata veramente in bianconero: senza sole, come dentro uno schermo di una cucina al neon Anni 70, col Cesena vestita da Germania di quelle stagioni con Beckenbauer. Ci devi mettere la mano per crederci veramente. E’ quasi un rompicapo, un enigma che tiene in scacco una città e che non basta nemmeno San Pellegrino (esagerato per natura) a spiegare. No, nemmeno Paolo Negro che in queste occasioni ricorre sempre, anche se hai vinto proprio 1-0, hai fatto gol proprio sotto quella porta, e proprio a tre giorni dal derby.


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