Claudio Ranieri prende la parola alla vigilia della gara di Coppa Italia Udinese-Roma, valevole per la semifinale di ritorno della competizione. I giallorossi partono con il vantaggio dell’andata: all’Olimpico finì 2-0. Inevitabile, per il testaccino, ritornare su quanto avvenuto nel corso dell’ultimo derby.
COPPA ITALIA. “Viaggeremo in aereo, non faccio turn over. Valuterò bene tutta la situazione dei ragazzi, ho un gran gruppo a disposizione, ma il turn over no. So che l’Udinese sta aspettando questa partita per cercare di batterci con più di due gol di scarto. Noi dobbiamo andare in finale ed essere determinati e concentrati come sempre. Doni titolare? Vedremo. Riise per Tonetto? Possibile. La Roma ci arriva bene, l’Udinese è totalmente diversa da quella che abbiamo affrontato. Stanno in forma, per cui sarà una partita aperta“.
TRIDENTE. “La Roma di questo momento non riesce a sostenere il tridente pesante? Potrebbe essere una chiave di lettura giusta. Bisogna vedere se non fosse stato il derby come sarebbe andata a finire. Non è bocciato per un tempo in cui non ha funzionato“.
POLLICI VERSI. “Capisco che i prim’attori sono quelli che entrano nelle case di tutti. Ma gli sfottò nel derby ci sono sempre stati, soprattutto in quello romano. Ho sentito parecchie voci e mi è piaciuta molto quella di Di Canio, giocatore e tifoso della Lazio che fece un altro tipo di gesto. Mettiamo il caso che avessero vinto i laziali e avessero avuto sotto una maglietta con scritto ‘scudetto game over’, immaginiamo… Non sarebbe stato…? Eh! Fa tutto parte dello spettacolo. Francesco ha chiesto scusa se qualcuno si è sentito… Finiamola qui. Almeno qui a Roma. Se qualcun altro vuole continuare continuasse. A Roma sappiamo cos’è il derby“.
Deciso così: i pollici versi di Francesco Totti costano al giallorosso solo una multa di 20 mila euro mentre lo sgambetto di del laziale Radu ai danni di Simone Perrotta nelle concitate fasi dell’immediato dopo gara non viene neppure sanzionato. Ancora: maxi ammende per le due società. 40 mila euro di multa a testa per il comportamento dei rispettivi tifosi. Il club giallorosso è stato punito “per avere suoi sostenitori: 
“E’ il giorno più bello della mia carriera da calciatore“. Jeremy Menez ha archiviato la gara contro la Lazio a notte fonda. Come Luca Toni e Daniele De Rossi. Come Mirko Vucinic e Francesco Totti. Hanno fatto squadra anche nelle ore immediatamente successive al derby, i giocatori della Roma, e si sono tuffati con tutta la testa nel mare di festeggiamenti giallorossi che ha trasformato Roma in una città a misura di curva Sud. Da Testaccio – una processione di cori, un tripudio di abbracci – a Trigoria – almeno cinquecento persone festanti a fare della sede d’allenamento una discoteca a ritmo di battimani. Dal centro alla periferia. Il triplice fischio di Tagliavento ha assunto le fattezze del colpo di uno starter. Lazio-Roma è appena finita ma in realtà sta per avere inizio una pagina nuova di un libro che non avrà termine. Almeno da qui al prossimo derby. Forse nemmeno in quell’occasione.
Chissà se Julio Sergio dimenticherà mai il 18 aprile 2010. Potesse succedere, certo, una città intera – a questo punto, la sua Roma – sarebbe pronta a ricordare frammento per frammento di quello che è accaduto nel corso di Lazio-Roma. Il colpo in canna di un portiere non può essere il gol. Lo esclude a priori il ruolo, sebbene vi sia più di un caso – nella storia del pallone – che vada a far mostra del contrario. La zampata di un estremo difensore non può essere la rete fatta, previa snaturalizzazione di un ruolo che ha specifiche definite. Un portiere qualunque sta lì per parare. Un estremo difensore speciale ha requisiti che vanno oltre il semplice adempimento del compitino: gli tocca dare man forte alla retroguardia, garantire sicurezza alla difesa, svolgere l’ordinario e saper far fronte allo straordinario. A riuscirci sono in pochi, più che comprensibile. Ma tra quella manciata di numeri 1 che si contano sulle dita di una mano (a pescare in tutta Europa) per la capacità di essere decisivi tanto quanto un attaccante, Julio Sergio è l’indice, il medio, l’anulare. Scegliete il dito, ma il brasiliano – in quella mano – ci sta eccome. Glielo provasse a dire oggi – Luciano Spalletti – che il brasiliano è il miglior terzo portiere al mondo. Dopo una stagione da protagonista e dopo il derby di un giorno fa. Mirko Vucinic, ovviamente. Ma non solo.
Euforia e soddisfazione. L’effetto derby persiste anche il giorno successivo a Lazio-Roma e lo si percepisce tutto anche a Trigoria, dove la Roma ha ripreso ad allenarsi senza alcuna pausa in vista della gara di Coppa italia di mercoledì contro l’Udinese. Voltare pagina e pensare alla Coppa Italia non è semplice anche se – dice il detto – l’appetito vien mangiando. La voglia di conquistare anche il minore dei due trofei per i quali i giallorossi sono ancora in corsa è evidente e il risultato del’andata (2-0 capitolino) impone di provare a conseguire la finale. Ad accogliere i calciatori di Claudio Ranieri, oltre 100 tifosi festanti che si sono dati appuntamento al Fulvio Bernardini fin dalla mattina: la vetta della classifica e il successo freschissimo ai danni dei biancocelesti sono stati anche i due dettagli attorno ai quali si sono concentrati i cori.