Mondiali, Maradona: “Italia senza Totti, come si fa? De Rossi ok”

 Parola di Diego Armando Maradona che ha voluto commentare la fresca uscita dell’italia dal Mondiale 2010 con un paio di frasi che – da sole – bastano e avanzano: senza Francesco Totti gli Azzurri non potevano pensare di fare meglio. Nonostante la presenza di uno come Daniele De Rossi. Da Il Romanista:

Chissà se ieri, mentre l’aereo planava su Fiumicino, a Lippi saranno fischiate le orecchie. Chissà se mentre la spedizione azzurra faceva il suo ritorno più mesto tra l’indifferenza generale (salvo qualche sporadico «ci avete umiliato, vergognatevi!»), qualcuno della Federcalcio avrà avuto l’ardire di fargli leggere il flash dell’Ansa delle 12.49. “Mondiali: Maradona, a Italia mancati Totti e Del Piero“.

Mondiale: Totti-Cassano-Menez, le stelle stanno a guardare

Dal Corriere della Sera:

Uno, ex giallorosso, è in viaggio di nozze alle isole Fiji; l’altro, il capitano, è in vacanza chissà dove. Per entrambi, parlo di Cassano e Totti, sarebbe stato meglio stare in Sudafrica, alla corte di Lippi (che non li ha voluti portare con sé). Mancano alla formazione azzurra? Eccome se mancano! Il loro estro avrebbe potuto dare un po’ di luce ad una squadra senza idee. Dopo la disastrosa partita con la Nuova Zelanda, il c.t., rispondendo adirato ad un giornalista, ha esclamato: «Non abbiamo lasciato a casa dei fenomeni».

Totti: “Allievi e Giovanissimi, siete la Roma di domani”

 Francesco Totti elogia l’impresa degli Allievi di Stramaccioni e quella sfiorata dei Giovanissimi di Montella, attraverso il proprio sito internet:

“Complimenti al nostro settore giovanile e a tutti coloro che ne fanno parte! Dirigenti, allenatori, calciatori, medici, fisioterapisti, magazzinieri, un gruppo unito e una famiglia straordinaria. Andare in finale scudetto con due squadre è un grandissimo risultato.
Gli Allievi guidati da mister Stramaccioni hanno vinto il titolo: una splendida soddisfazione per lui e per i suoi ragazzi! Da applausi!!!

Roma: il 17 giugno per continuare a scrivere la storia

 Dal Romanista:

Oggi si fa la storia. La doppia sfida scudetto che questo pomeriggio a Montepulciano vedrà impegnati Allievi e Giovanissimi Nazionali rappresenta un momento chiave per il settore giovanile giallorosso. «Questa è la dimostrazione che puntiamo sui giovani – ha detto il presidente Rosella Sensi -. Faccio un in bocca al lupo ai nostri ragazzi. A noi i giovani piace crescerli in casa e non prenderli da fuori». E non c’è dubbio che questi ragazzi siano cresciuti bene. Juventus e Milan, avversarie rispettivamente di Allievi e Giovanissimi, sono avvisate. La meglio gioventù romanista ha voglia di tirare fuori i sogni dal borsone e trasformarli in realtà. D’altra parte, oggi è il diciassette giugno. Per tutti i tifosi romanisti, questo non può essere un giorno come un altro.

Ecco come si diventa John Arne Riise

 Dal Romanista:

Come si diventa John Arne Riise? Come si diventa Campioni d’Europa (con il Liverpool), mastini di difesa, romanisti giallorosci, vichingi con licenza di segnare? Attraccata la nave in una rada di Kragerø, estremo Sud della Norvegia, John Arne ha posato l’elmo, si è spogliato della pesante corazza ed è salito in cattedra. Lo scorso weekend ha insegnato calcio a 150 ragazzi. La maggior parte norvegesi, ma più di qualcuno è venuto dalla vicina Scozia. «Questo sì che è calcio!», commenta soddisfatto il terzino La “John Arne Riise Fotball skole“, la Jarf, la scuola calcio del nostro mastice norvegese, è nata nel 2007.

Roma, Rosella Sensi a Salotto Mondiali – speciale Sudafrica 2010: intervento integrale

Rosella Sensi, nel primo pomeriggio è intervenuta alla trasmissione ‘Salotto dei Mondiali – speciale Sudafrica 2010′ per partecipare alla diretta in corso. Nel programma condotto da Gianfranco Teotino, sul sito Ign (testata on line del gruppo Adnkronos), il patron giallorosso ha toccato svariati argomenti: da Daniele De Rossi a Francesco Totti, dai mondiali 2010 a Claudio Ranieri, dalla Tessera del Tifoso alle convocazioni del Brasile di Dunga, da Adriano a Balotelli. Ecco l’intervento integrale:

DE ROSSI – “Sono molto fiera delle prestazione dei giocatori della Roma, primo fra tutti Daniele De Rossi che ha fatto anche gol, il migliore in campo dell’Italia. De Rossi al Real Madrid? De Rossi è della Roma e non si vende. Non ci sono commenti, è un simbolo come Francesco. I tifosi romanisti devono stare tranquilli, De Rossi non si vende”.
JUAN – “Ho visto un intervento di Juan pazzesco, lui è sempre determinante, i suoi interventi hanno contribuito alla vittoria del brasile. Basptista e Doni ai Mondilai? Non sono stupita, sono sue grandi giocatori, non sono capitati per caso all’interno della Roma. Se avessi chiamato Julio Sergio al posto di Doni? Sì, siamo molto soddisfatti di lui, si è sempre fatto trovare pronto, nonostante sia stato fermo a lungo, si è sempre allenato,  è un grande professionista“.

De Rossi: 9 gol in Nazionale come l’amico Totti

 Dalla Gazzetta dello Sport:

Il contatto di fine corsa, al termine di un percorso dalla porta alla panchina in cui è scattato, ha allargato le braccia, è sfuggito alla morsa dei compagni, ha sorriso, urlato, mostrato la solita vena, è stato un testa a testa con Rino Gattuso, suo alter ego per filosofia di vita (dire sempre quello che si pensa, senza filtri, fregarsene delle convenzioni), non a caso unico altro barbudo della squadra. Proprio la barba è stata oggetto di approfondite analisi nelle cronache di ieri, un dibattito che ha scomodato anche l’antropologia: segno di maturità rispetto agli errori di gioventù di quattro anni fa, manifestazione di autorità nel gruppo, simbolo del potere all’interno della squadra. Ma anche, forse, immagine di un conflitto interiore. E allora come i barbudos cubani, Daniele De Rossi — sempre più simile a Romeo Benetti, ma meno randellatore — si raderà solo quando avrà vinto la sua guerra di liberazione: dai suoi incubi, dal fantasma di McBride, dai dolori del cuore e gli acciacchi del corpo. E la vittoria potrà coincidere solo con un altro Mondiale, questo davvero interamente suo. La maturità — questo sì un segno, tristemente degli anni che avanzano — è raccontata dai numeri.

Mondiale Sudafrica: De Rossi è il nuovo leader

 Dal Messaggero:

Parlare di tessera del tifoso auspicando anche la tessera del poliziotto oppure dire “ho sbagliato io” e non “abbiamo sbagliato noi”, in fondo, è la stessa cosa. Cambiano gli argomenti, ma non cambia la sostanza perché sono due facce della stessa personalità; dello stesso modo di affrontare ogni situazione. Cioè sempre di petto, senza nascondersi; senza scegliere la strada più comoda, quella che ti mette al riparo da spifferi, critiche e strumentalizzazioni. Daniele De Rossi è fatto così, e la meraviglia di chi ancora si meraviglia dei suoi atteggiamenti, non solo verbali, fa un po’ sorridere. Lui non è tipo da zero a zero: meglio vincere o perdere, che bluffare.

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