“Ranieri – Mexes, nessun caso”

di Redazione Commenta


 A far rientrare il “caso Mexes“, ci pensa Gian Paolo Montali che dichiara: “Le parole di Ranieri sono state fraintese. Da Il Romanista:

Claudio Ranieri, sabato in conferenza stampa, era stato chiaro: «Tutti devono sentirsi parte del gruppo, anche chi gioca meno. Se a dicembre questo per qualcuno non sarà successo, cercheremo di venderlo. I giocatori che parlano quando sono fuori Roma non devono fare i figli dei fiori, ma devono ricordarsi che sono figli della Roma, che poi è la società che li paga. Parlare con Mexes? – aveva aggiunto – Non sta a me farlo, ci deve pensare la società». Detto, fatto. La società, attraverso le parole del coordinatore Gian Paolo Montali (prima della partita col Cagliari) è intervenuta per mettere a tacere tutte le voci sul futuro del francese, secondo alcuni in rotta con l’ambiente Roma. «Non c’è nessun problema con il giocatore – ha spiegato al francese L’Equipe- C’è stato un equivoco, il mister non voleva essere polemico in alcun modo. Nella Roma non c’è preoccupazione per ciò che ha detto Mexes quando era con la nazionale («Rischio di giocare poco e non trovare spazio, sto seriamente valutando se rinnovare o meno il contratto»). Ha sempre dimostrato – ha concluso Montali – il suo attaccamento alla Roma». Parole forti, quelle del direttore giallorosso, che svelano come non ci sia nessun caso a Trigoria.

Già oggi lo staff tecnico (insieme a quello medico) tornerà a valutare le condizioni del giocatore per vedere se il problema al polpaccio è rientrato. In tal caso, Philippe sarà nella lista dei convocati per Monaco. Mexes, è vero, non è serenissimo: il ritorno di Burdisso, voluto con forza da Ranieri, non gli garantisce certo il posto da titolare, anche perché il mister ritiene il Bandito fondamentale anche come presenza nello spogliatoio. Detto questo, Philippe è deciso a giocarsi fino in fondo le sue carte, senza creare in alcun modo problemi al gruppo e ai compagni. Per rimanere in pianta stabile in Nazionale e anche (e soprattutto) perché è legato a Roma e alla Roma da un legame che va al di là del terreno di gioco. Se dovesse decidere di andare via, a fine stagione, lo farà di comune accordo con la società e mai a parametro zero. Non prima, comunque, di aver disputato ancora un altro anno con la maglia che sente addosso come una seconda pelle (sul polso, qui a Roma, si è fatto anche tatuare il 5) e con cui vorrebbe finalmente vincere qualcosa di importante. Non fosse altro per archiviare definitivamente le lacrime dello scorso 25 aprile al termine di Roma- Sampdoria, diventate il simbolo del sogno sfumato.”


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